Concrete Group (Gabriele Abbruzzese – Lisa Wade)

Concrete Group è il risultato visivo della conversazione tra due artisti, Gabriele Abbruzzese e Lisa Wade. Provenienti da diverse nazioni, background e formazione, hanno deciso di unire la loro ricerca artistica nel 2015. Trovando un terreno comune nella loro estetica e attingendo alle loro pratiche artistiche combinate, Abbruzzese e Wade lavorano sui temi della decostruzione sociale e del cambiamento antropologico contemporaneo, mettendo in discussione la stabilità delle nostre basi sociali.

La mostra Due South al The Delaware Contemporary Museum di Wilmington (USA) segna la prima volta che espongono come collettivo nel 2017, dopo aver sperimentato la collaborazione per la bi-personale, Low Brass, a La Galerie di Ginevra in Svizzera nel 2016.

La mostra personale, Artery, al White Garage di Catania nel 2019, rappresenta un ciclo di opere che affronta la natura finita della costruzione umana, concentrandosi sul ponte Imera dell’autostrada A19 in Sicilia, i cui piloni hanno ceduto a causa di una gigantesca frana, recidendo la principale via di comunicazione tra la Sicilia orientale e quella occidentale. Concrete Group utilizza questo avvenimento locale come un pretesto per mettere in discussione le ripercussioni dell’impatto ambientale nell’era attuale dell’Antropocene. Le opere fotografiche A19 e il video Infinity (Loop) evidenziano i vincoli fisici ed emotivi dei flussi, nonché la fragilità delle infrastrutture create dall’uomo.

Concrete Group sta attualmente investigando sull’impatto sociale e ambientale dello sradicamento di un’intera città a causa di un disastro naturale – il terremoto del Belice del 1968 nella zona di Trapani. Le complicate dinamiche locali e le testimonianze discordanti dei cittadini, in un limbo durato quindici anni, fanno da cornice al loro controverso trasferimento in una nuova città costruita in modo sperimentale, attraverso criteri artistici e architettonici, senza tener conto delle loro esigenze concrete.

Le fotografie della serie Ripristino dei Tracciati Stradali del Vecchio Centro Urbano, presentate a SWAB, esplicitano l’allocazione di fondi governativi intesi a ripristinare la redditività e a ricostruire le case colpite da calamità naturali, con lo scopo di costruire il land artwork Il Grande Cretto di Alberto Burri, che ingloba le rovine della città di Gibellina con un sottile velo di cemento bianco.

Nel 2017, entrambi gli artisti hanno rappresentato l’artist run space BOCS (Box of Contemporary Space) di Catania alla Lucca Art Fair; nel 2016 sono stati visiting artist al Massachusetts College of Art and Design, Boston e hanno partecipato al Bocs Art Residency di Cosenza. In 2015, fanno parte della mostra Crossroads presso La Fondazione Brodbeck, Catania.

Gabriele Abbruzzese vive e lavora a Torino. Nel 2013 si è laureato in Applicazioni digitali per le arti visive presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e oggi lavora con la fotografia, il video e i nuovi media. Nel 2014, Abbruzzese è stato finalista del premio FAM, Fabbriche Chiaramontane, Agrigento. Tra le altre partecipazioni recenti: 2018, The Garden of Forking Paths Summer School di MASS Alexandria, Egitto, Evento Collaterale di Manifesta 12 – The European Biennale of Contemporary Art, Palermo; 2015, Viaggi straordinari presso Von Holden Studio, Palermo; 2014, MOLECOLE a cura di Galleria Occupata, Favara, Cinema d’essai, Ritmo, Catania e Give Away to Give a Way a Schaufenster, Berlino. Dal 2015, indaga attraverso la documentazione fotografica e video mostre e eventi artistici in tutta Italia.

Nata negli Stati Uniti, Lisa Wade vive e lavora in Europa da oltre 15 anni. Con un Master in pittura presso la American University, attualmente lavora con la fotografia, il video time-lapse e le installazioni. Ha insegnato la pratica artistica in Italia per American University, Gordon College e SACI. Ha vinto la sezione Installazione/Scultura del Celeste Prize International nel 2010 e ha partecipato al Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia. Come artista-curatrice, ha portato la mostra collettiva Sing Sweet Songs of Conviction in cinque diverse nazioni dal 2012 al 2013; come coordinatrice di residenza ha seguito la produzione di artisti di Berlino, Città del Messico e Boston nei centri d’arte di Agrigento e Catania, e sempre in Sicilia ha riunito nove spazi d’arte indipendenti nella mostra pop-up, MOLECOLE, diffusa nella città di Favara con il magazine di arte contemporanea Balloon nel giugno 2015. Nel 2018, Wade ha gestito l’organizzazione e la realizzazione per conto di Manifesta 12 – The European Biennale of Contemporary Art, Palermo della sezione Eventi Collaterali. Altre mostre recenti includono: 2016, Gang City presso lo Spazio Thetis, Venezia (Biennale di architettura di Venezia, Reporting from the Front); 2015, Officine presso il Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi, Give Away to Give a Way, BOCS (Box of Contemporary Space), Catania; 2014, Chautauqua Annual, Chautauqua, NY, a cura di Jerry Saltz.

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