WarLoop Act One

Claudio Alessio Musso

Una mostra virtuale che lascia lo spettatore letteralmente senza parole. Da una parte allude chiaramente alla digitalizzazione dello sforzo bellico delle nazioni moderne, dall’altra indica anche come gli artisti contemporanei abbiano a disposizione mezzi e linguaggi sempre più incisivi per sensibilizzare le coscienze.

Claudio Alessio Musso usa la tecnologia per denunciare la tecnologia bellica. Alfiere di una nuova generazione di artisti crea una formula espositiva inusitata, tutta da indagare. Ancora non sappiamo quali possibilità di potranno dedurre dallo sviluppo di spazi espositivi virtuali e dalla loro eventuale interazione con quelli fisici. Per White garage si tratta di un inizio emozionante e allo stesso tempo denso di interrogativi, di cui vogliamo sondare tutte le implicazioni culturali e le prospettive visionarie. Ci conforta l’acutezza con cui Claudio Alessio Musso si muove in questi nuovi ambiti immaginativi.

Fin dal primo momento il suo ambiente ha richiamato frasi scritte da noi poco meno di un anno prima. È stato come passare dalle parole alle immagini, senza soluzione di continuità. Per questo le riportiamo a sommesso commento del suo incisivo e innovativo lavoro.

Da Starbucks a Milano e l’effetto don Chisciotte, di Gianpiero Vincenzo:

“La data del 2048 viene generalmente indicata come quella in cui gli eserciti saranno completamente automatizzati e sparirà il “fattore umano” dalla guerra. Gli ordini di attacco viaggeranno attraverso una rete di sistemi di intelligenza artificiale, di satelliti, di terminali di telecomunicazione, di velivoli senza pilota e di robot combattenti, il tutto indipendente dal controllo umano. Ma già prima di quella data l’innovazione porterà al continuo ammodernamento degli arsenali militari. Nuove tecnologie come i cannoni a rotaia magnetica permetteranno di sparare colpi ipersonici, capaci di viaggiare a Mach 7 e di perforare, a 160 km. di distanza, sei lastre d’acciaio di 12 mm. di spessore. La sorveglianza del campo di battaglia sarà sempre più affidata ai mini droni black hornet, che pesano solo pochi grammi. Naturalmente le vecchie armi non verranno buttate via, ma riciclate nei conflitti che sempre più spesso “capiteranno” nelle zone calde del pianeta. Il sito guerrenelmondo.it riporta (4 dicembre 2017) che ci sono guerre, ribellioni o scontri armati in 29 Stati africani, in Asia in 16 Stati, in Europa orientale in 9 Stati (dall’Ucraina alla Cecenia); in Medio oriente in 7 Stati e nelle Americhe in 6 stati. Sembra inutile quindi chiedersi se ci sarà un nuova guerra: le guerre ci sono già, resta da chiedersi solo quando coinvolgeranno anche il territorio che occupiamo noi (…) Nel 2048, se le “profezie” cabalistiche troveranno riscontro, si assisterà alla completa digitalizzazione del codice simbolico fascista: da una parte una popolazione educata a sottomettersi tramite la violenza, dall’altra una polizia completamente inumana e robotizzata chiamata a far rispettare un ordine pubblico in cui le differenze sociali ed economiche saranno veramente galattiche”.

Dove

everywhere,

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